The Blockchain Series: Bitcoin First (puntata 8 di 25)

Mar 20, 2020 | Staff

Intervista a Ferdinando Ametrano

Se ne discute molto, ma su bitcoin la divisione è radicale, tra scettici che parlano di bolla ed entusiasti che descrivono una rivoluzione globale. The Blockchain Series: Bitcoin First è l’evento organizzato da BicoccAlumni, Crypto Asset Lab e Distretto Bicocca, che si è svolto lo scorso 4 luglio allo Spazio MIL di Milano, con lo scopo di fare chiarezza e informazione sul tema Bitcoin e Blockchain.

L’evento ha avuto come protagonista Ferdinando Ametrano, che ha illustrato il tema Bitcoin e Blockchain in un format domande e risposte. Dato il successo dell’iniziativa, BicoccAlumni ha prodotto una serie di contenuti video, che vi riproponiamo qui, ogni martedì e venerdì, con l’obiettivo di fare chiarezza e informazione su questi temi sempre più attuali.

Oggi proponiamo l’ottava di 25 puntate: Bitcoin e finanza tradizionale

“Per investire in bitcoin è necessario aprire un conto presso una borsa di scambio, ma non tutte le borse di scambio hanno la stessa affidabilità: alcune borse sono state ripetutamente coinvolte in truffe, fallimenti ed incidenti operativi, oltre a sospetti di collusione col mondo del riciclaggio. Molte borse sono nate in modo hobbistico: Mt Gox, che all’epoca del famoso fallimento nel 2014 era la prima borsa dollaro/bitcoin, era nata come Magic The Gathering Online eXchange, un sito di scambio per carte da gioco. È un mercato giovane, non ci sono borse con tradizioni decennali, tutte hanno finora gestito una liquidità ed un numero di clienti limitato. A tratti hanno funzionato male anche perché non erano attrezzate per una crescita così esplosiva e quindi faticano talvolta a tenere il passo.

Le borse più serie sono giustamente preoccupate per il rischio di acquisire clienti problematici e tentano di essere inappuntabili nei controlli. Possiamo citare Bitstamp, Coinbase Pro, Gemini, ItBit, Kraken. A questi aggiungerei l’italiana TheRockTrading: nel mondo è la più vecchia borsa bitcoin tutt’ora funzionante; non si sono fatti bucare da hacker, non sono scappati con i soldi dei clienti: credenziali minimali, ma nel new wild west di bitcoin sono le migliori che si possano esibire. Il prezzo rilevato su questi mercati di riferimento è considerato talmente liquido e trasparente che da dicembre 2017 è stato ritenuto possibile utilizzarlo per fare il fixing giornaliero dei futures quotati a Chicago.

La nascita dei contratti futures scambiati sulla piazza di Chicago, ad oggi lo strumento di finanza tradizionale più avanzato dell’ecosistema bitcoin, ha aperto la porta all’investimento in bitcoin per chi era impedito da difficoltà tecnologiche o vincoli regolamentari. Questi contratti, infatti, sono regolati in dollari e non in bitcoin.”

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