Report 2019-Q3

Oct 31, 2019 | Staff

Aggiornamento sull'ecosistema Bitcoin, crypto asset e blockchain

Il Digital Gold Institute pubblica un rapporto trimestrale sull’ecosistema Bitcoin, crypto asset e blockchain: è appena uscito il numero 2019-Q3. I temi coperti sono: mercato, sviluppi tecnologici, regolazione ed in generale le notizie principali del trimestre.

Il report è in esclusiva per i nostri partner fino a gennaio, ma di seguito ne trovate l’editoriale; i numeri precedenti sono invece tutti disponibili al seguente link.

Il prossimo appuntamento per il numero 2019-Q4 è il 28 gennaio.

Editoriale 2019-Q3

Questo trimestre è stato caratterizzato dalle vicende legate a Libra, la valuta dell’omonimo consorzio promosso da Facebook. Nella sezione dedicata alla regolazione commentiamo (con qualche punta di provocazione intellettuale) quella che ci sembra una vicenda straordinariamente rivelatoria: il monopolio governativo della moneta è una delle trincee più calde della battaglia culturale liberale e libertaria. Se pensiamo a quanto travagliata è stata la separazione storica della Chiesa dallo Stato, possiamo avere idea di quanto sarà impervia e controversa la separazione tra Moneta e Stato. Ex-post sembrerà a tutti una ovvia conquista di civiltà e libertà, di cui beneficeranno sia la Moneta che lo Stato, ma ad oggi la “sovranità monetaria delle nazioni” è un paradigma che preserva l’ultimo tra i monopoli logicamente indifendibili.

Il fronte dei servizi finanziari per crypto assets continua a presentare spunti di vivacità: questo trimestre ha debuttato il molto atteso contratto futures di Bakkt, caratterizzato da physical delivery, differentemente dal cugino di CME che è invece cash settled. La partenza è stata senza particolari trionfalismi, in linea con un trimestre in cui Bitcoin ha registrato una pesante performance negativa: il prezzo ha perso il -25% portando il rendimento dall’inizio dell’anno a +97%. Gli alt-coin si sono accodati, senza alcun velleitarismo, con la solita altissima correlazione che li rende sostanzialmente inutili anche dal punto di vista di diversificazione del rischio finanziario.

Il fronte che a noi sembra invece più promettente nell’ambito della nuova finanza per l’economia bitcoin e blockchain è quello dei servizi di custodia per crypto assets, cruciale per l’ingresso nel mercato di investitori istituzionali e high-net-worth individuals: Coinbase, leader di mercato, ha acquisito il business istituzionale di Xapo; Bryan Bishop propone tecniche avanzate di self-custody. Il nostro istituto sta seguendo questi sviluppi con grande attenzione e sono imminenti novità della nostra ricerca che potrebbero avere una significativa rilevanza industriale.

Nel frattempo, lo sviluppo del protocollo Bitcoin prosegue la sua strada, sostanzialmente incurante tanto del dibattito regolamentare, quando delle dinamiche di prezzo. Nel nostro piccolo abbiamo contribuito sostenendo come Crypto Asset Lab (la joint-venture tra il nostro Istituto e l’Università Milano-Bicocca) la conferenza Scaling Bitcoin questo settembre a Tel Aviv. Scaling Bitcoin resta a nostro avviso il punto di riferimento tecnico a livello internazionale e siamo orgogliosi di essere “academic supporting organization” assieme a Stanford, MIT, Imperial College ed altre prestigiose università.

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